3 gennaio – La caduta di Caracas
Gli Stati Uniti conducono un’operazione chirurgica in Venezuela. Nicolás Maduro e sua moglie vengono prelevati e trasferiti a New York. Delle difficoltà economiche del Venezuela ne parla «La matematica della resistenza».
11 gennaio – La repressione in Iran
L’Iran scompare dalle mappe digitali del mondo. Il regime stringe la morsa, internet viene oscurato e le strade di Teheran diventano l’unico luogo dove la cronaca riesce a passare, al costo di migliaia di vite. Quei giorni sono il cuore di «Iran, gennaio 2026».
18-21 gennaio – La strage silenziosa
Il passaggio del ciclone Harry non porta solo tempesta, ma anche un’enorme tragedia. Nel Mediterraneo, diverse imbarcazioni di migranti affondano nel silenzio. È una ferita aperta che abbiamo cercato di raccontare ne «La strage silenziosa nel Mare Nostrum».
23 gennaio – Verso una tregua?
Ad Abu Dhabi, Stati Uniti, Russia e Ucraina siedono allo stesso tavolo. Sono i primi incontri dall’inizio del conflitto: si discute di cessate il fuoco, si cerca una via d’uscita in un labirinto diplomatico che sembrava senza fine.
Ma mentre i diplomatici trattano, la guerra continua a consumare vite che non compaiono nei comunicati. Le abbiamo cercate in «O combatti o muori» — la storia dei kenioti ingannati e mandati al fronte — e in «Il suono che resta», il ronzio dei droni che non smette mai, nemmeno quando il fronte tace.
6 febbraio – Ghiaccio e coscienza
Milano-Cortina accende i riflettori. Ma dietro la gloria sportiva si muove anche una sensibilità diversa: quella degli atleti che usano il gesto atletico come atto politico. Il caso di Vladyslav Heraskevych è emblematico. Il suo grido, unito a quello di chi ricorda che un Paese non si può comprare, è al centro di «Vladyslav Heraskevych, la coscienza di un atleta» e «La Groenlandia è la nostra casa».
12 febbraio – Minneapolis, il ritiro dell’ICE
Si conclude l’operazione «Metro Surge» a Minneapolis. Dopo mesi di tensioni, proteste di piazza — e la morte di Renee Good e Alex Pretti —, il governo annuncia il ritiro degli agenti federali.
13 Febbraio – Monaco, il mondo in bilico
Alla 62ª Conferenza di Monaco, i leader mondiali si confrontano su un Medio Oriente sull’orlo del baratro. All’interno si parla di instabilità; all’esterno, la piazza iraniana urla la sua disperazione.
22 febbraio – Il vuoto dopo «El Mencho»
Il Messico cambia passo nella lotta al narcotraffico. Nemesio «El Mencho», signore del Cartello Jalisco, viene abbattuto. Ma il vuoto di potere lasciato dal narcos non porta pace, ma una nuova ondata di violenza. Dell’uccisione di «El Mencho» e, soprattutto, della diffusione del fentanyl negli Stati Uniti ne abbiamo parlato in «Prima che il telefono squilli».
28 febbraio – L’escalation finale
Una campagna congiunta USA-Israele colpisce l’Iran. Con l’uccisione di Ali Khamenei, la risposta missilistica nel Golfo non è più solo una minaccia, ma il segnale di un conflitto regionale che è ormai, tragicamente, realtà.
4 marzo – Il diritto di spostarsi
Il 4 marzo, a Nadi, nelle Fiji, i governi del Pacifico hanno adottato la prima guida regionale al mondo sulla ricollocazione climatica basata sui diritti umani — la Pacific Regional Guidance on Planned Relocation. Tra i casi citati quello di Walande, di cui abbiamo scritto in «L’isola che non c’è più».
8 marzo – Mojtaba Khamenei e lo shock del greggio
L’Assemblea degli Esperti nomina Mojtaba Khamenei nuova Guida Suprema, trasformando di fatto la Repubblica in una monarchia militare sotto il controllo dei Pasdaran. Intanto esplode il prezzo del greggio.
17 marzo – Decapitati i vertici iraniani
L’esercito israeliano in un raid uccide Gholamreza Soleimani e Ali Larijani, decapitando i vertici dei Basij e delle forze strategiche.
21 marzo – Blackout a Cuba
Un collasso della rete elettrica lascia gran parte dell’isola senza corrente, colpendo milioni di persone. Il guasto, partito da una centrale termoelettrica, provoca un effetto a catena su tutto il sistema nazionale. La crisi energetica, aggravata da carenza di carburante e infrastrutture obsolete, rende i blackout sempre più frequenti. Le testimonianze di questa notte – e non solo – sono raccolte in «Cuba al buio».
23 marzo – Vince il «No»
Il referendum costituzionale boccia la riforma della giustizia proposta dal governo Meloni, con il 53,2 % dei voti contrari.
25 marzo – La coppa strappata
Il Comitato d’Appello della CAF assegna la Coppa d’Africa al Marocco a tavolino, tre a zero, ribaltando la vittoria che il Senegal aveva conquistato sul campo il 18 gennaio. La decisione, motivata dall’abbandono temporaneo del terreno di gioco durante la finale di Rabat, divide il continente e riapre il dibattito su chi governa davvero il calcio africano. Abbiamo raccontato il percorso del Senegal attraverso gli occhi di Ibrahima, quattordici anni, seduto sulla sua sedia arancione al bar de la Médina di Dakar: «La coppa di Ibrahima».
1 aprile – L’abisso
Trentasette vite spezzate in un solo giorno tra il Mediterraneo e il Mar Egeo. Mentre a Lampedusa sbarcano 19 corpi – tra cui donne e bambini –, altri 18 annegano al largo della Turchia.
2 aprile – Il ritorno verso la Luna
La missione Artemis II segna il ritorno degli esseri umani nello spazio profondo dopo oltre mezzo secolo. L’equipaggio lascia l’orbita terrestre per intraprendere una traiettoria attorno alla Luna: un viaggio senza allunaggio, ma con un obiettivo simbolico e tecnico decisivo. È il primo passo concreto verso una presenza stabile oltre la Terra. Una nuova corsa allo spazio è cominciata, silenziosa ma inevitabile. Il racconto di quei dieci giorni è «In viaggio verso la Luna».
7 aprile – Washington-Teheran, il filo sottile
Nella notte (ora italiana) Stati Uniti e Iran annunciano ufficialmente l’avvio di nuovi negoziati. Questo passaggio inatteso giunge dopo la durissima minaccia di Donald Trump — «farò sparire una civiltà» — segnando una svolta diplomatica nel momento di massima tensione. Mentre il conflitto resta sullo sfondo, pronto a riaccendersi, le diplomazie tentano una manovra disperata. Il dialogo esiste, ma appare fragile come non mai.
20 aprile – Il palazzo senza indirizzo
A Giaffa, la sera prima del Giorno del Ricordo israeliano, ottocento persone raggiungono un edificio il cui indirizzo è stato comunicato soltanto nelle ultime ore — per sfuggire alle minacce dell’estrema destra. Sul palco, candele accese e foglietti con nomi di morti: israeliani e palestinesi insieme, senza distinzione di riga. Fuori, qualcuno ha puntato le casse audio verso le finestre. Dentro, le persone ascoltano lo stesso.
È la ventunesima edizione di una cerimonia che non ha mai smesso di tenersi. La storia di quella notte, e di chi ha scelto di esserci, è raccontata in «Piangere insieme».
14–15 maggio – Pechino, faccia a faccia
Per la prima volta in quasi un decennio, un presidente americano torna in Cina. Trump e Xi Jinping si siedono al tavolo della Grande Sala del Popolo con l’Iran che brucia sullo sfondo, lo stretto di Hormuz bloccato e il commercio globale in bilico. Due giorni di colloqui si chiudono senza accordi sostanziali annunciati, ma con Xi che invita Trump a Washington in autunno — e con Taiwan rimasta, come sempre, la faglia più pericolosa sotto i piedi di entrambi.