Tutto nasce da una convinzione semplice: per capire il presente a volte bisogna fermarsi su ciò che sembra piccolo. Un gesto, una voce, una tragedia silenziosa, una scelta individuale. È lì che si depositano i segni più profondi della contemporaneità.
Ogni settimana, o quando i ritmi quotidiani lasciano tregua, Storie si perde in una vicenda per osservarla da vicino. Ne ricostruisce il contesto, i numeri, le parole, le conseguenze.
Questo è un lavoro fieramente no-profit — d’altronde, con questo spirito, sarebbe difficile trovare finanziatori — mosso solo da una passione che non ha un nome preciso: metà ossessione, metà rispetto per chi spesso non finisce negli annali o nelle prime pagine dei giornali.
Il progetto si muove in quel territorio di confine tra la Storia e il racconto ma non c’è voglia di inseguire etichette: basta che il lavoro sia onesto.
Si scrive con cura per sbagliare il meno possibile; accadrà comunque, ma non sarà mai per pigrizia o per fretta. È un modo per rispettare chi legge e, soprattutto, chi è protagonista dei racconti.
Dietro non ci sono grafici né esperti di web design, e si vede: la scelta è per un’estetica minima, nuda. In fondo, se una vicenda è forte non ha bisogno di troppi effetti speciali per farsi strada. Qui non si trovano titoli studiati per rubare un clic, né pubblicità.
Storie è un tentativo di trattenere un frammento di realtà prima che venga inghiottito dal flusso continuo delle notizie. In un mondo che corre per gridare l’ultimo scoop, la scelta è restare un passo indietro a controllare una data, un documento o una testimonianza.
Questo sito è senza firme: i protagonisti veri sono nei racconti.
Per contattare chi lavora dietro le quinte (o segnalare un errore): lestorie.online@gmail.com.