La cornice storica
– Il 20 Febbraio del 2014 le truppe russe hanno iniziato l’occupazione della Crimea.
– Il 24 febbraio 2022 Vladimir Putin ha annunciato l’inizio dell’”Operazione speciale” e dell’invasione dell’Ucraina.
– Secondo il “Center for Strategic and International Studies” (CSIS) di Washington nel conflitto si conterebbero almeno due milioni di vittime tra morti e feriti, considerando entrambi gli eserciti.

Il post sui social di Vladyslav Heraskevych. Nella foto il pilota di Skeleton mostra il casco con le immagini dei 20 atleti ucraini morti in guerra. Sotto la didascalia: “Voglio solo catturare questo momento storico”.
Alle 7.30 del mattino, sulla pista ghiacciata di Cortina, Vladyslav Heraskevych tiene il casco tra le mani.
Non è un casco qualunque.
Sulla superficie lucida ci sono venti volti. Venti atleti ucraini morti dall’inizio dell’invasione russa.
Non slogan. Non simboli astratti. Nomi.
Due giorni prima gli hanno detto che non poteva usarlo in gara. “Non conforme”.
Le linee guida sulla libertà di espressione degli atleti non lo consentono. Il campo di gioco, spiegano dal Comitato Olimpico Internazionale, deve restare neutrale.
Giovedì mattina, poco prima della prima batteria, la presidente del CIO Kirsty Coventry lo incontra per un ultimo tentativo di mediazione. Gli chiede di gareggiare senza quel casco.
Il confronto è “personale e rispettoso”, diranno poi. Ma intenso. Coventry lascia l’incontro in lacrime, secondo quanto riferirà il portavoce Mark Adams.
Heraskevych non cambia idea.
“È il prezzo della nostra dignità”, scriverà più tardi sui social.
Dietro quella decisione c’è un regolamento preciso.
Il CIO ha ritenuto il casco non conforme alle linee guida sulla “libertà di espressione degli atleti”, adottate nel 2023 e parte integrante del cosiddetto “diritto olimpico”.
“Il CIO – si legge in una nota – era molto desideroso che il signor Heraskevych gareggiasse. Per questo motivo si è incontrato con lui per trovare il modo più rispettoso di rispondere al suo desiderio di ricordare i suoi colleghi atleti che hanno perso la vita in seguito all’invasione russa dell’Ucraina”.
“L’attenzione ai Giochi Olimpici – recita il regolamento – deve rimanere sulle prestazioni degli atleti”.
“È un principio fondamentale che lo sport ai Giochi Olimpici sia neutrale e separato da interferenze politiche, religiose e di qualsiasi altro tipo”.
Dal CIO sono stati irremovibili. Gli è stato spiegato che avrebbe potuto indossare una fascia nera o mostrare il casco fuori dal campo di gara, perché “il campo di gioco è sacro”.
“Secondo la Croce Rossa, ci sono 130 conflitti in corso contemporaneamente. Non possiamo farli competere tutti”, ha tagliato corto Adams.
Secondo l’atleta, però, la sua scelta non era diversa da altri gesti visti ai Giochi. Ha citato il caso del pattinatore artistico Maxim Naumov, che aveva mostrato una foto dei genitori, tra le 67 vittime di un incidente aereo a Washington DC, mentre attendeva il punteggio.
“‘Linee guida per l’espressione’, credo – ha replicato Heraskevych – che sia un termine molto ampio. Cosa si intende per ‘espressione’? Molti atleti qui indossano caschi con colori diversi e credo che anche questo sia un modo per esprimere la propria essenza”.
Alla fine l’accredito è stato ripristinato, ma non il diritto a gareggiare.
Ma chi è Vladyslav Heraskevych?
Vladyslav Heraskevych, nato il 12 gennaio 1999 a Kiev, è uno degli atleti ucraini più innovativi nello sport invernale. Il primo a qualificarsi alle Olimpiadi invernali.
Ha iniziato ad allenarsi nello skeleton a 15 anni, in un Paese senza strutture né tradizione in questa disciplina. Con l’aiuto del padre Mykhailo, ex bobbista diventato suo allenatore, ha cercato piste per allenarsi all’estero, tra Lettonia e Germania.
Ha debuttato nei Mondiali di skeleton nel 2017, facendo parlare di sé anche grazie alla televisione pubblica ucraina, che ha trasmesso per la prima volta gare di questa disciplina. Ai Giochi Olimpici Invernali, ha gareggiato a PyeongChang 2018, chiudendo dodicesimo, e a Pechino 2022, classificandosi diciottesimo, dove aveva già attirato l’attenzione esponendo la scritta “No alla guerra in Ucraina”.
Nel 2025 ha ottenuto un quarto posto ai Campionati del Mondo IBSF.
Oltre allo sport, Heraskevych ha conseguito un master in Fisica presso l’Università Nazionale Taras Shevchenko ed è coautore di articoli scientifici. È anche fondatore della Heraskevych Charity Foundation, che assiste le vittime della guerra in Ucraina.
Sul suo casco c’erano venti volti. Venti storie spezzate.
Quei volti non erano un gesto generico. Avevano età, discipline, sogni.
Decatleta e pentatleta, talento dell’atletica ucraina, Volodymyr Androschuk è morto pochi giorni dopo il ventiduesimo compleanno a Bakhmut. Gli infortuni gli avevano negato il sogno olimpico, ma non la determinazione: si era arruolato, convinto di difendere il futuro che non aveva potuto vivere nello sport.
Karyna Bakhur aveva solo diciassette anni ed era una campionessa di kickboxing. È stata uccisa dai bombardamenti nella regione di Kharkiv, ferita dalle schegge mentre cercava riparo. Il suo allenatore ha detto: “Aveva un potenziale enorme – ha detto il suo allenatore -. Dovevamo partire per la Coppa del Mondo in Austria… un missile russo ci ha semplicemente portato via Karyna il giorno prima”.
Morta a Mariupol nel marzo 2022, Karyna Diachenko era una ginnasta di undici anni. A ucciderla è stato un attacco aereo che ha colpito la sua casa. Il padre è morto con lei. La madre e il fratello, rimasti feriti, sono stati poi uccisi in un successivo bombardamento sull’ospedale dove erano stati trasferiti.
Maksym Halinichev, pugile e argento ai Giochi Olimpici Giovanili 2018, nel 2022 aveva rifiutato gli Europei per arruolarsi: “Ho una bambina. Non voglio che viva in un’occupazione tra gli aggressori, tra i russi”.
Strongman e powerlifter, Pavlo Ishchenko è stato quattro volte campione nazionale. Allenatore e mentore di tanti giovani atleti, è morto in prima linea. “La sua eredità – si legge sul sito Sport.ua – continua a ispirare le nuove generazioni di atleti che vedono in lui un modello di resilienza, coraggio e dedizione allo sport e al Paese”.
Victoria Ivashko, 9 anni, amava il judo. È stata uccisa a Kiev nel 2023 mentre, con la madre, cercava rifugio durante un attacco aereo.
Tiratore, recordman nazionale e pilastro della squadra per oltre un decennio, Oleksiy Khabarov si è arruolato nel 2023 ed è morto nel Donetsk. L’ISSF lo ha ricordato come un atleta d’élite che ha interrotto la carriera per difendere il Paese.
Ivan Kononenko era atleta e attore televisivo. Ferito gravemente, aveva ideato un programma di riabilitazione poi condiviso sui social, prima di tornare al fronte come comandante di plotone. Disperso in missione, è stato dichiarato morto mesi dopo.
Tuffatrice e allenatrice di Mykolaiv, Mykyta Kozubenko aveva 31 anni e ha scelto di arruolarsi quando la sua città è stata minacciata. “Nel momento più difficile per il Paese, Kozubenko ha preso le armi per difendere la sua terra natale”, ha spiegato il Comitato sportivo ucraino annunciando la sua morte.
Daria Kurdel, ventenne, era una ballerina con la bacheca piena di medaglie conquistate in vari concorsi internazionali. È stata uccisa a Kryvyi Rih durante un raid, mentre si allenava con il padre.
Ciclista su pista, in nazionale tra il 2006 e il 2016, Andriy Kutsenko viveva in Italia, per poi tornare in Ucraina e arruolarsi dopo l’inizio dell’invasione russa. È stato ucciso nel 2024 in missione.
Mariya Lebid, 15 anni, ballerina e rappresentante studentesca, è morta in un attacco missilistico contro un grattacielo a Dnipro. Durante la campagna elettorale a scuola si descriveva così: “Sono determinata, amichevole e laboriosa. Cerco di affrontare la vita con umorismo e positività”.
Portiere della squadra di hockey su ghiaccio Bilyi Bars, Oleksiy Lohinov aveva 23 anni. È caduto nel Luhansk nel 2023. Compagni e tifosi lo ricordano come un ragazzo silenzioso e generoso.
Yevhen Malyshev, 19 anni, biatleta, aveva partecipato alle Olimpiadi giovanili 2020 a Losanna. È morto a Kharkiv, in prima linea, ed è stato decorato postumo con l’”Ordine al coraggio”.
Alina Perehudova, 14 anni, promessa del sollevamento pesi, è stata uccisa a Mariupol nel marzo 2022 dopo un’esplosione vicino casa. Si allenava per gli Europei, sognando la nazionale.
Roman Polischchuk, saltatore in alto, arruolato nei primi giorni dell’invasione, è morto nel marzo 2023.
Dmytro Sarpar, pattinatore artistico e argento ai nazionali 2016, è morto a 25 anni nei pressi di Bakhmut.
Taras Shpuk, allenatore dell’Ucraina agli Invictus Games, era tornato al fronte dopo l’invasione su vasta scala. È morto nel 2025, a 34 anni. “Taras Shpuk era un guerriero ed è morto da guerriero”, ha detto Taras Chmut, direttore della Come Back Alive Foundation, per cui Shpuk lavorava.
Ex atleta, programmatrice e giornalista, Kateryna Troyan è partita volontaria nel 2024, impegnata in oltre mille missioni con droni. È morta nel 2025 nella zona di Pokrovsk, dopo essere stata ferita in combattimento.
Lottatore greco-romano della nazionale, Andriy Yaremenko è stato ucciso pochi giorni prima di compiere 26 anni. Sognava di diventare allenatore. Amici e colleghi lo ricordano con “un forte senso della giustizia, equilibrio interiore e un grande cuore”.
Fedir Yepifanov, campione nazionale di scherma, aveva sospeso la carriera per combattere in prima linea. Si è arruolato nei primi giorni dell’invasione su vasta scala ed è morto al fronte nel 2023. Aveva diciotto anni.
Nazar Zui aveva solo 13 anni. Amava la boxe e il calcio e giocava per una squadra locale a Mariupol. È morto nel marzo 2022 dopo che un attacco aereo russo ha colpito il grattacielo dove la famiglia si stava rifugiando. Nell’attacco sono morti anche i genitori.
Questi i venti atleti che Heraskevych avrebbe voluto onorare a Cortina.
Alla domanda su quanto fosse importante per lui ricordare chi è stato ucciso durante l’invasione russa, ha risposto: “Credo che avrebbero meritato di essere qui per il loro sacrificio. Voglio onorarli e voglio onorare le loro famiglie”.
© Riproduzione riservata. È vietata la riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione.
Fonti:
‘Price of dignity’ says Ukrainian athlete banned over helmet, BCC.
Who is on helmet that led to Ukrainian athlete’s disqualification from Winter Olympics?, BBC.
Ukrainian skeleton slider Vladyslav Heraskevych has appeal dismissed over Olympics disqualification, CNN.
Angels of Sport.
Vladyslav Heraskevych Biography: Life, Career, and Ukraine’s First Olympic Skeleton Racer, Profilelayers.